Colfiorito di Foligno – sito U2

Scheda

Tipologia bene scavato Area ad uso abitativo – Insediamento rustico
Regione Umbria
Provincia Perugia
Comune Foligno
Localizzazione specifica Colfiorito, Rio Cesi
Coordinate geografiche 43° 00′ 48″ N 12° 53′ 19″ E
Istituto-ufficio competente Soprintendenza Archeologia dell’Umbria
Anno campagna di scavo 20011-2012
Responsabile di cantiere Giorgio F. Pocobelli (Cooperativa Archeologia)
Responsabile scientifico Maria Laura Manca
Società Quadrilatero Marche-Umbria

Descrizione

In località Rio di Cesi, in corrispondenza del viadotto “la Palude”, le due campagne di scavo archeologico (giugno-settembre 2011; settembre-novembre 2012) hanno permesso di riportare alla luce i resti di un ampio insediamento rustico che copre un’area di oltre mq. 1350.

L’edificio, con asse longitudinale orientato NE-SO, è realizzato con murature in blocchetti di calcare e tegole legati con malta; in alcuni parti si conserva un alzato di oltre m. 1,50. Il complesso, molto articolato, è composto da almeno quindici ambienti, ai quali si devono aggiungere una fornace e l’ambiente di servizio annesso posti all’esterno dell’angolo SO dell’edificio. Merita ricordare, all’interno dell’edificio, la presenza di un pozzo profondo circa m. 4,30 – in parte costruito e in parte scavato nel banco geologico – del quale si conserva la vera in pietra lavica.

Allo stato attuale delle conoscenze, è possibile ipotizzare almeno due grandi fasi edilizie dell’insediamento, l’ultima delle quali mostra rifacimenti e ristrutturazioni interne, ed il materiale rinvenuto (tra i quali ceramica a vernice nera sovradipinta e non, ceramica sigillata italica ed africana, lucerne, monete) indica un ambito cronologico di occupazione dalla fine del IV secolo a.C. al IV-V secolo d.C. Tra gli estesi crolli delle coperture, ma anche in opera nelle murature, è stato inoltre possibile recuperare alcune tegole con bollo impresso.

La presenza di tre sepolture ad inumazione in fossa terragna che tagliano le creste dei muri, dimostra uno sporadico utilizzo funerario dell’area in un momento successivo al crollo e alla spoliazione dell’edificio.

Tale scoperta è da considerare di importante rilevanza storico-archeologica per la ricostruzione del modello insediativo della zona in età romana; l’edificio infatti, oltre che essere localizzato presso il margine settentrionale dell’ampia valle che si apre tra Cesi e Popola, evidentemente in relazione con lo sfruttamento agricolo di questa parte del territorio, è strategicamente costruito lungo la c.d. via della Spina, l’importante asse stradale N-S che collegava l’antica Plestia con Spoletium e la via Flaminia.

Veduta dell’edificio da Ovest

 

Bibliografia essenziale

 

Archeolog e-Journal